ParZIAlmente stremata.
Eccoci!
E’ sempre bello tornare a scrivere un po’ in spensieratezza, specialmente quando (e se) si hanno cose belle da raccontare…
Per chi non lo sapesse ancora – anche se mi pare difficile che ci sia in giro qualcuno che non lo sappia – il 24 gennaio è nata mia nipote Elisa alla Clinica Demma, alle ore 20.45: Acquario ascendente Vergine. Ci ha fatto penare per un’intera giornata, ma quando abbiamo visto la piccola nella sua culletta è stato come se l’avessimo avuta lì da sempre. Bellissima, con due grandi occhi blu presi dal papà e le guance della mamma, pare che somigli anche un po’ alla zia Simo quando è nata. Una meraviglia: inutile dirvi che la fase di rincretinimento totale è già iniziata, e non credo finirà! E’ una felicità stranissima, mai provata prima. Quando le parlo fa delle smorfiette di riflesso che sembrano quasi dei sorrisi: deve già aver capito chi è il Giullare della famiglia. Piccola curiosità: lo stesso giorno – in mattinata – è nata la piccola Julia Balzaretti, figlia del difensore del Palermo e di Eleonora Abbagnato, che avevamo nella stanza accanto. Era divertentissima la finta indifferenza con cui continuavamo allegramente a chiaccherare in corridoio quando arrivava lui di pomeriggio: mica potevamo chiedergli l’autografo! Inutile dirvi che io, però, squarusa (trad.: espressiva) come sono in certe circostanze, ho più volte rischiato di mettermi a ridere (ma sono stata bravissima, ci ho lavorato molto su ‘sta cosa). Giovedì sono venuti a vedere la piccola Julia anche Miccoli e Migliaccio con le rispettive mogli, mentre il 24 pomeriggio è persino venuta una giovane giornalista di “La Repubblica” che, quando ci ha visti, ci ha chiesto un sacco di cose, tipo se avessimo visto qualcuno o anche la stessa piccola, che è davvero molto carina, tra l’altro.
Dopo una giornata in clinica, non contenta il 25 sono andata a farmi l’esame di Sociologia Giuridica con un paio d’ore di sonno alle spalle e avendo ripassato di notte: un esame che sembrava più “la strage degli innocenti”, almeno finchè c’ero io, ma che per mia fortuna è andato bene. La cosa bella del mio libretto è che, per ogni materia, c’è un aneddoto da ricordare (tipo inglese, che ho sostenuto un anno e mezzo fa il giorno prima del matrimonio di mia sorella: mi auguro solo che, per la laurea, non ci siano altri parti o matrimoni!): bella ‘sta università. Sicuramente quando mi sarò laureata potrò dire di aver vissuto questi miei tre anni con un certo pathos.
Con la mia felpa “Eva Kant”, parzialmente stremata, proprio come il titolo, ma molto contenta. E poi anche Paolo Fox me lo dice da diverso tempo: “Dagli inizi di dicembre avete passato dei momenti difficili, c’è molta stanchezza, forse ci sono stati distacchi dolorosi o comunque situazioni molto pesanti da sostenere… ma la Bilancia è così: più la butti giù e più lei torna su, ve lo state lasciando alle spalle, ne uscirete forti, vincenti, riemergerete”. La stanchezza di sicuro c’è, riguardo al resto lascio un po’ di suspence, per i più curiosi.
Ho comunque seguito tutte le cose che sono accadute: la tragedia del Giglio (un Titanic all’italiana che nel Tirreno non sarebbe mai dovuto accadere), la scomparsa della grande Etta James e i blocchi dei Forconi che non ho affatto condiviso (vi spiegherò perché).
Ne riparleremo…
