UNICA…mente nel mio viaggio.
Quando dici “Venditti” dici “Roma”: non solo per l’imitazione di Guzzanti, che, personalmente, mi fa ridere da morire, ma per tutta una serie di effetti che il cantautore ha sempre saputo creare con diversi riferimenti alla città.
“Unica” è il nuovo disco uscito a ottobre, e quando mi è capitato di ascoltare il singolo di apertura ferma al semaforo di Via Belgio, mi ha incuriosita non poco: da qui, la decisione di ascoltarlo per intero. E siccome sono una che si fa 100.000 viaggi mentali – svegliandomi anche di notte, perché il cervello si mette a pensare a qualcosa – ho cominciato “al solito mio”, a immaginare…
… iniziando dal singolo che conoscevo, “Unica” (qualche settimana fa, è uscito anche un mio tweet in merito). Intro alla James Blunt, molto “moderno”: nel mio viaggio mentale mi trovavo in una splendida giornata a cavallo tra l’estate e l’autunno, in jeans, felpa bianca e cuffie. Scendendo i gradini di Piazza di Spagna, sui quali mi sono poi seduta a guardare la vita brulicare, pensando a qualcuno lontano: “noi due arterie diverse di uno stesso cuore”. Sguardo un po’ perso.
“Ti ricordi il cielo” è stata una calda serata in moto abbracciata ad un sogno surreale: “stasera fiorirai di stelle”, sfrecciando tra il Colosseo e Piazza del Popolo. Ho un po’ paura delle moto, ma nei sogni si può fare. Camminare ridendo, senza smettere un momento, a spintonare allegramente questo sogno senza sapere dove si è, senza pensare a cosa e a dove si sarà domani. Il domani…
“Forever” l’ho immaginata – e ascoltata - mani in tasca lungo Via del Corso, in una mattina presto mentre non c’è nessuno, cielo coperto e pioggerellina lieve a preannunciare un temporale molto più grande. Non solo meteorologico. Camminare ricordando e immaginando, con la rabbia orgogliosa e lucida dell’essersi resi conto che niente è più come prima, con la falsa forza di chi non si farà mai scorgere a guardare indietro, con la coda dell’occhio, di tanto in tanto.
Una gita fuori porta fatta di battute e di ironia su “Come un vulcano”, in un rapporto impostato nella modalità Fazio-Littizzetto, trasposto però alla vita di coppia. 3 minuti e 23 di buon umore.
C’è “La ragazza del lunedì (Silvio)” che mi sento di consigliarvi in maniera sibillina, ma non vi dico perché. Fidatevi di me.
La mia opinione, a parte il viaggio mentale?
Il disco c’è. Ho trovato un’impronta moderna, commerciale, ma non troppo, con un tocco di classicismo tipico dello stile Vendittiano che fa sempre piacere. Romanticismo e società: non manca nulla. Non a caso, Antonello Venditti è tra i più grandi cantautori della musica italiana: uno di quelli che potrebbero anche “sbagliare”, ma è estremamente difficile che accada. Quindi mi sento di consigliarvelo, anche solo per saperne parlare e tornare qui a scrivermi “sei la solita romanticona!” oppure “ma quando hai scritto ‘sto post che t’eri fumata?”.
